Cosa fa il nostro Filobus n.75 parcheggiato in garage?

Anche il nostro Filobus N 75 è stato costretto dalla situazione attuale a spegnere i motori e a starsene buono buono parcheggiato in garage. Ma muore dalla voglia di ripartire e far salire a bordo i suoi piccoli lettori. Nel suo bagagliaio infatti ci sono tanti nuovi libri che non vede l’ora di poter condividere con i suoi amici. Proprio così. I nostri nuovi libri, acquistati con le vostre donazioni, sono finalmente arrivati. Grazie a tutti quelli che hanno sostenuto il progetto. Eccoli qua nella foto!

Li avremmo dovuti consegnare alle biblioteche il 16 marzo, purtroppo però sono state chiuse proprio quello stesso giorno! La situazione attuale ha bloccato tutto e ci toccherà pazientare ancora un po’ prima di vederli esposti negli scaffali e di poterli portare a casa.

A proposito siete soci delle biblioteche? No? Cosa aspettate a diventarlo?

Diventare socio vi permetterà di prendere i libri in prestito. Qui trovate le informazioni e il modulo per la richiesta della tessera. Basta scaricarlo, compilarlo e portarlo alla biblioteca comunale più vicina a casa vostra. Per i bambini l’iscrizione è gratis! I nostri nuovi libri saranno inseriti nel catalogo della Zentrale Kinder-und Jugendbibliothek, situata nel quartiere Bornheim.
Abitate in un altro quartiere e non vi capita mai di passare da quelle parti? Niente paura, i libri verranno da voi. Tramite il portale internet delle biblioteche è possibile prenotare il libro che vi interessa e ritirarlo in una biblioteca comunale a vostra scelta.
Qui l’elenco di tutte le biblioteche comunali. Prossimamente vi racconteremo qualcosina in più sui libri che abbiamo scelto per voi, con la speranza di poterli leggere insieme il prima possibile nei nostri incontri alla biblioteca di Sachsenhausen.

Intanto, sapete perché il nostro progetto si chiama Filobus N. 75? È un omaggio a un signore che noi amiamo tantissimo: Gianni Rodari.

Gianni Rodari, 1920-1980

Quest’anno si festeggia il centenario della sua nascita. Ci fa piacere ricordalo con voi, condividendo la storia da cui prendiamo il nome, una storia fatta di gitarelle inaspettate e di boschetti profumati.
La condividiamo con voi, insieme alla speranza di potere aprire presto anche le nostre porte alla primavera.

Una mattina il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svoltò giù per l’Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza.
I viaggiatori, a quell’ora, erano quasi tutti impiegati e leggevano il giornale, anche quelli che non lo avevano comperato, perché lo leggevano sulla spalla del vicino. Un signore, nel voltar pagina, alzò gli occhi un momento, guardò fuori e si mise a gridare:
“Fattorino, che succede? Tradimento, tradimento!”
Anche gli altri viaggiatori alzarono gli occhi dal giornale, e le proteste diventarono un coro tempestoso:
“Ma di qui si va a Civitavecchia!”
“Che fa il conducente?”
“E’ impazzito, legatelo!”
“Che razza di servizio!”
“Sono le nove meno dieci e alle nove in punto debbo essere in Tribunale, – gridò un avvocato, – se perdo il processo faccio causa all’azienda.”
Il fattorino e il conducente tentavano di respingere l’assalto, dichiarando che non ne sapevano nulla, che il filobus non ubbidiva più ai comandi e faceva di testa sua. Difatti in quel momento il filobus uscì addirittura di strada e andò a fermarsi sulle soglie di un boschetto fresco e profumato.
“Uh, i ciclamini” – esclamò una signora, tutta giuliva.
“E’ proprio il momento di pensare ai ciclamini” – ribatté l’avvocato.
“Non importa, – dichiarò la signora, – arriverò tardi al ministero, avrò una lavata di capo, ma tanto è lo stesso e giacché ci sono mi voglio levare la voglia dei ciclamini. Saranno dieci anni che non ne colgo.”
Scese dal filobus, respirando a bocca spalancata l’aria di quello strano mattino e si mise a fare un mazzetto di ciclamini.
Visto che il filobus non voleva saperne di ripartire, uno dopo l’altro i viaggiatori scesero a sgranchirsi le gambe o a fumare una sigaretta e intanto il loro malumore scompariva come la nebbia al sole. Uno coglieva una margherita e se la infilava all’occhiello, l’altro scopriva una fragola acerba e gridava:
“L’ho trovata io. Ora ci metto il mio biglietto, e quando è matura la vengo a cogliere, e guai se non la trovo.”
Difatti levò dal portafogli un biglietto da visita, lo infilò in uno stecchino e piantò lo stecchino accanto alla fragola. Sul biglietto c’era scritto: – Dottor Giulio Bollati.
Due impiegati del ministero dell’Istruzione appallottolarono i loro giornali e cominciarono una partita di calcio. E ogni volta che davano un calcio alla palla gridavano: “Al diavolo!”
Insomma, non parevano più gli stessi impiegati che un momento prima volevano linciare i tranvieri. Questi, poi, si erano divisi una pagnottella col ripieno di frittata e facevano un picnic sull’erba.
“Attenzione!” – gridò ad un tratto l’avvocato.
Il filobus, con uno scossone, stava ripartendo tutto solo, al piccolo trotto. Fecero appena in tempo a saltar su e l’ultima fu la signora dei ciclamini che protestava:
– Eh, ma allora non vale. Avevo appena cominciato a divertirmi.
“Che ora abbiamo fatto?” – domandò qualcuno.
“Uh, chissà che tardi.”
E tutti si guardarono il polso. Sorpresa: gli orologi segnavano ancora le nove meno dieci. Si vede che per tutto il tempo della piccola scampagnata le lancette non avevano camminato. Era stato tempo regalato, un piccolo extra, come quando si compra una scatola di sapone in polvere e dentro c’è un giocattolo.
“Ma non può essere!” – si meravigliava la signora dei ciclamini, mentre il filobus rientrava nel suo percorso e si gettava giù per via Dandolo.
Si meravigliavano tutti. E sì che avevano il giornale sotto gli occhi, e in cima al giornale la data era scritta ben chiara: 21 marzo.
Il primo giorno di primavera tutto è possibile