Stefano Benni a Francoforte per la Buchmesse 2019

All’interno del programma della Buchmesse 2019, Stefano Benni ha presentato il suo libro “Prendiluna” in una piacevole serata alla Scuola Europea di Francoforte.
Luigi Reitani, famoso germanista e già direttore dell’Istituto di Cultura di Berlino, ha dialogato con lo scrittore in un incontro che ha affascinato anche i tanti piccoli lettori presenti.
Benni è “uno scrittore divertente, ma allo stesso tempo intelligente, aderente alla realtà e capace di tanti registri stilistici”, così ha esordito Reitani.
Leggendone i libri più famosi, da “Bar Sport” a “Saltatempo”, da “Pane e Tempesta” a “La Grammatica di Dio”, non si può che essere d’accordo.

Anche Prendiluna regala diversi spunti di riflessione. È la storia di un’ex insegnante ora in pensione che riceve la missione di salvare il mondo trovando 10 “Giusti” a cui consegnare i 10 gatti con cui attualmente vive. Il viaggio che intraprende alla ricerca di questi Giusti, la porterà anche in una clinica psichiatrica, dove incontrerà Dolcino e Michele, ricoverati apparentemente rinnegati dalla società ma, chissà, forse per la propria scelta di ribellarsi ad una società di cui non si sentono di far parte.
Il tema principale del libro è quindi la ricerca della giustizia. Come spiega Benni, “Il mondo da secoli è stato salvato e continua a essere salvato da sconosciuti, non da eroi”, in una continua contrapposizione tra “carogne” e persone che invece sono in grado di vedere e percepire il dolore degli altri. Ed in silenzio, senza eroismi, decidono di entrare in azione. Benni spiega di aver scelto come protagonista proprio un’eroina quotidiana, come lo sono tanti insegnanti. Seppur continuamente vilipesi, sentono il dovere di salvare l’intelligenza ed il senso di giustizia dei propri alunni.
I vari personaggi del libro mettono in evidenza diversi temi molto attuali: fra tutti, lo scrittore si è soffermato sul fenomeno che porta gli uomini abbandonati a diventare criminalmente vendicativi. Come il professore di latino e greco che nel racconto vive da solo con la figlia. Abbandonato dalla moglie, lascia i panni della figura rassicurante del buon insegnante per vestire quelli del leone da tastiera. Nel web, si sente non solo protetto dall’anonimato, ma anche parte di un grande discorso mediatico. Ragionando sulle radici di questa piaga sociale, Benni sostiene che il problema della violenza verbale sul web parte dall’evoluzione della televisione, che ha sacrificato la pietas all’altare dell’audience e della curiosità morbosa. Da qui, l’autore ha invitato a riflettere sul ruolo di diversi programmi televisivi, che portano anche a pensare al tradimento come ad un gioco, semplice e divertente. Ma il tradimento, seppur possibile a tutte le categorie di persone, è un processo doloroso, connesso a bugie e silenzi.

Come sempre, Benni sia nei suoi testi che con le sue parole, è un interlocutore vivace e neanche stavolta il pubblico ne è stato deluso. Manuela, che per Italia Altrove ha curato la vendita dei libri, riporta che a fine serata le copie italiane di Prendiluna sono andate esaurite in breve tempo.
Lo scrittore ha sottolineato come questa sua fatica sia principalmente un omaggio a due verbi: il verbo insegnare ed il verbo imparare. Al contrario di ciò che si cerca di far pensare oggi, nessuno dei due è però semplice ed immediato. Entrambi richiedono sacrificio, passione e costanza.

Concludendo, Stefano Benni si è aperto in un elogio della lingua italiana, “una delle più belle lingue del mondo”, raccomandando al pubblico che “si può parlare male dell’Italia, ma non si può parlare male dell’italiano”. Un invito accolto dal pubblico con un applauso.